Una delle mie innumerevoli passioni è quella delle birre di qualità.
Ormai è diventata quasi una moda, e spesso molti ristoranti di “un certo livello” cominciano a proporre la “carta delle birre”.
Ci sono le tradizionali trappiste belghe, ci sono le innovative artigianali italiane, fra alti e bassi, ci sarebbero , e  purtroppo si trovano poco, le classiche ale artigianali inglesi e quelle estreme americane.
I produttori di porcheria gialla e gassata che normalmente viene spacciata per birra qui in Italia han nasato l’affare e si cominciano ad inventare delle meraviglie, tipo la “Moretti Gran Cru”, spacciata come birra creata dall’esperienza dei mastri birrai italiani per i 150 anni di moretti, venduta al supermercato con un prezzo che va dai 4.50 in su.
Peccato che la “Moretti Gran Cru” sia in realtà una birra importata dal belgio, precisamente la Affligem Blond, sempre del gruppo Heineken. Birra appena sufficiente per altro, ma il fastidio è che la stessa birra, con la stessa bottiglia, lo stesso tappo, semplicemente con un’etichetta diversa, costa 1 euro in meno rispetto alla versione “italiana gran cru”.
Miracoli del Marketing?

Una delle mie innumerevoli passioni è quella delle birre di qualità.

Ormai è diventata quasi una moda, e spesso molti ristoranti di “un certo livello” cominciano a proporre la “carta delle birre”.

Ci sono le tradizionali trappiste belghe, ci sono le innovative artigianali italiane, fra alti e bassi, ci sarebbero , e  purtroppo si trovano poco, le classiche ale artigianali inglesi e quelle estreme americane.

I produttori di porcheria gialla e gassata che normalmente viene spacciata per birra qui in Italia han nasato l’affare e si cominciano ad inventare delle meraviglie, tipo la “Moretti Gran Cru”, spacciata come birra creata dall’esperienza dei mastri birrai italiani per i 150 anni di moretti, venduta al supermercato con un prezzo che va dai 4.50 in su.

Peccato che la “Moretti Gran Cru” sia in realtà una birra importata dal belgio, precisamente la Affligem Blond, sempre del gruppo Heineken. Birra appena sufficiente per altro, ma il fastidio è che la stessa birra, con la stessa bottiglia, lo stesso tappo, semplicemente con un’etichetta diversa, costa 1 euro in meno rispetto alla versione “italiana gran cru”.

Miracoli del Marketing?

09/04/09 at 12:12pm